Albenga, Aeroporto Panero di Villanova: occasione di sviluppo o spreco di risorse pubbliche?
Riunione dei soci dell’Ava (Aeroporto Villanova d’Albenga) venerdì 19 settembre a Palazzo Lamba Doria, sede della Camera di Commercio di Savona per discutere l’offerta della Società Aeroportuale Riviera Ligure di acquisire la maggioranza delle azioni dell’aeroporto Panero (vedi l’articolo di Felix Lammardo, Aeroporto Panero: Orsero e Bassani pronti ad acquisire la maggioranza azionaria, Il Vostro Giornale (IVG.it), 10 Settembre 2008 e l’intervista di Sergio Del Santo a Antonio Orsero, “Ecco come rilanciare l’aeroporto”, “Il Secolo XIX”, 11 settembre 2008). Tempo di bilanci dunque. Qui di seguito un articolo (**) apparso nel numero 5 de “Il Ponente”.
(**) Inizia ormai a essere sempre più fievole l’eco delle polemiche di fine agosto nate intorno all’aeroporto “Clemente Panero” di Villanova; la scintilla, com’è risaputo, il ruolo avuto dal ministro Claudio Scajola nella concessione del finanziamento di poco meno di un milione dei euro assicurato dallo Stato nella logica della cosiddetta “continuità territoriale” per il ripristino del volo Albenga-Roma. Partita da un articolo un po’ romanzesco di Ferruccio Sansa (“Voli, treni e autostrade per conquistare gli elettori”, La Stampa, 17 agosto) scritto sulla sottile e ambigua linea dove storia e leggenda spesso si confondono, poi la notizia passando di blog in blog (Dagospia) e di giornale in giornale fino all’Avvenire, in parte è un po’ degenerata finendo già sgualcita anche tra le colonne delle cronache locali del liguri lidi ponentini. Dal punto di vista della polemica politica, il caso in fondo è poco memorabile; ha avuto la sua fiammata d’un giorno per poi risolversi, a livello nazionale, nel canonico rituale delle schermaglie tra difensori e accusatori di Scajola.
Nelle province di Savona e Imperia, il dibattito si è risolto sostanzialmente, al di là di qualche isolata locale baruffa, con un’alzata di scudi trasversale non solo in difesa del volo Albenga-Roma [che peraltro interferisce con richieste analoghe avanzate dal vicino aeroporto cuneese di Levaldigi, N.d.T. aggiunta], ma soprattutto, più in generale, della complessiva centralità dell’aeroporto Panero nel futuro rilancio turistico ed economico di tutto il Ponente. Mettendo da parte la politica, grandi voci di dissenso, in questo senso non ce ne sono state; a disturbare tanto unanimismo solo le pesanti accuse dell’Aviazione Civile (www.aviazionecivile.com), un’associazione nata nel… …2006, attiva anche in Liguria “per sensibilizzare Enti Locali, associazioni e cittadinanza alle tematiche specifiche dei luoghi”. “Albenga è l’unico aeroporto italiano che beneficia dei fondi per la continuità territoriale in maniera comica: questi si giustificano infatti per realtà davvero isolate come Pantelleria e Lampedusa, non certo per luoghi ad un’ora di automobile da Genova o Nizza”, ha attaccato senza mezze misure Riccardo Caselli, responsabile della sezione ligure dell’associazione, bocciando senza appello il ripristino del volo tra gli scali Panero e Fiumicino.
Ma non solo, perché il duro attacco era volto a squalificare in quanto irrealistica, secondo una posizione espressa più volte fin dallo scorso anno, l’idea in sé di un possibile sviluppo a fini turistico-commerciali dello scalo: “Ribadiamo – ha ripetuto ancora una volta Caselli nel bel mezzo della polemica su più d’un giornale a Savona e Imperia – che il Panero è un aeroporto necessario per le attività di Aeroclub e come base d’appoggio per Protezione Civile e Piaggio, ma continuare a calcare la mano coi voli linea è un nonsenso. A questo proposito è bene ricordare che il milione di Euro dello Stato sarebbe a esclusivo beneficio del vettore, mentre gli Enti Locali dovrebbero continuare ad accollarsi i costi necessari affinché l’aeroporto ospiti voli di linea, non necessarie altrimenti: strutture, personale e Consiglio di Amministrazione”. “L’esperienza di anni in cui si è tentato di promuovere in ogni modo voli da Albenga ha mostrato inequivocabilmente che non sono praticabili: non rendersene conto, lanciandosi in proclami o accusando di polemica politica chi solleva obiezioni nel merito, è un atto di leggerezza”, erano – e continuano ovviamente ad essere – le perentorie e inappellabili conclusioni dell’associazione Aviazione Civile e di Caselli che liquidava con sufficienza, senza nominarlo, anche la recente iniziativa “dei charter su Albenga voluti da un operatore privato”, cioè il tour operator Explora Italia, “iniziativa invero fallimentare visti i dati di riempimento recentemente rivelati dalla stampa”.
Naturalmente la loro è una posizione critica legittima, ma ovviamente discutibile, come qualsiasi altra e, nonostante abbiano alzato la voce, più di una loro argomentazione è in fondo debole, a partire da queste ultime. In realtà per il Panero, a detta dei più, è sempre mancato un serio piano di sviluppo che non dipendesse dai soli finanziamenti pubblici (enti locali, regione, stato e quant’altro). Dunque, veri precedenti tentativi di attivare un plausibile circuito di collegamenti con alle spalle un progetto turistico o simili, in realtà non c’è mai stato; insomma, sono esistiti collegamenti, ma senza l’appoggio di alcuna reale promozione, e ciò vale anche per la tratta con Roma. Così il vero paradosso è che nel 2008 ancora non si sa se lo scalo è effettivamente in grado di crearsi un suo specifico bacino d’utenza. Il presidente di Explora Italia Ciro My, trascinato un po’ forzatamente dentro la polemica, ha poi in un comunicato ribadito le linee e i tempi del suo progetto imprenditoriale; dal momento che investe capitali assumendosene il rischio d’impresa, la sua è una scelta del tutto lecita e da questo punto di vista la critica diventa un esercizio francamente aleatorio; se il suo sia stato o no un azzardo, lo si vedrà il prossimo anno. In fondo, bisogna dargliene atto, questo tour operator milanese è l’unico, dopo una ridda di effimeri annunci, ad avere avviato in concreto un progetto imprenditoriale che tra i suoi fulcri abbia il Panero (nel gennaio 2007 si fecero persino girare voci di imminenti accordi con tour operator in Germania per un possibile volo Albenga-Berlino e tra le compagnie aeree fu fatto addirittura il nome della Lufthansa. Poi, più nulla e su tutta l’operazione mesi dopo calò un pudico silenzio). Comunque, al di là di questo singolo caso, l’impressione che insomma resta da tutta quest’ultima polemica, è che probabilmente l’aeroporto Clemente Panero nei prossimi cinque anni si giocherà la sua ultima vera chance di un reale sviluppo turistico-commerciale. In caso di fallimento, allora sì che le accuse e le profezie dell’associazione Aviazione Civile avrebbero davvero un senso.



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sull’aeroporto di Taranto succede di peggio;
uno scalo adeguato a ricevere boin 747 viene di fatto interdetto ai voli di linea dalla stessa società di gestione (pubblica regionale al 98%), cosa strana inquanto si chiede e si ottiene la concessione quarantennale per poi tenere l’aeroporto aperto ai voli settimanali Alenia ed ai rumorosissimi Harrier della marina militare che usa la pista civile con una certa invadenza