Tra melodrammi, risiko, poker e scacchi, a Savona la politica ama i giochi di società

2008 Ottobre 5

Sfide a risiko, giocate a poker, partite a scacchi… quando ci si mette dalla parte di chi (de-)scrive la realtà politico/amministrativa savonese calandosi nel mestiere e/o nel ruolo del giornalista che informa i lettori interessati a guardare oltre il proprio ombelico, è questa ultimamente la famiglia di metafore più gettonate alla quale si attinge a piene mani per riuscire in qualche modo a restituire, almeno in parte, quel groviglio di contraddizioni, tensioni, differenti visioni e in qualche caso – nobilitando un po’ l’umana natura – strategie personali e partitiche che attraversano il dibattito e lo scontro in provincia di Savona, ormai da settimane alle prese con la sua ennesima crisi, ma che probabilmente questa volta, a differenza delle altre, porrà fine alla breve era Bertolotto. Già in settimana è previsto l’ultimo giro di incontri e consultazioni che dovrebbe delineare definitivamente i tempi della deposizione dello scettro da parte dell’attuale presidente della provincia che forse non arriverà nemmeno a festeggiare il capodanno nel suo incarico.

Quale nuovo coup de théâtre riserverà e dove alfine approderà l’inquieto e ondivago Bertolotto, amante – ammettiamolo – della “politica creativa” in un’assai provinciale, in tutti i sensi, versione, è altra cosa che può o meno appassionare la cerchia stretta degli estimatori del genere melodramma in politico italico costume. C’è chi giura, in ogni caso, che qualunque sarà la sua nuova pubblica esibizione, intanto anche questa volta a Savona non mancheranno i goliardici applausi a scena aperta di qualcuno.

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