Lodo Alfano: Di Pietro (IdV) a Genova per la “Giornata della legalità”. Paladini critica il governo Berlusconi su tutti i fronti
Tappa ligure domani a Genova delle “Giornate della legalità” promosse dall’Italia dei Valori alla quale prenderà parte anche il presidente del partito, l’onorevole Antonio di Pietro. Sarà anche una delle occasioni pubbliche per promuovere il referendum per l’abolizione del Lodo Alfano, per il quale in Liguria sono state già raccolte circa 25.000 firme, di cui 15.000 proprio a Genova.
“Un appuntamento straordinario – spiega in una nota Giovanni Paladini, eletto alla Camera nel maggio scorso e punto di riferimento per Italia dei Valori in Liguria -, non solo per la presenza di Di Pietro, ma anche per portare fisicamente, tra la gente, il tema della Giustizia giusta, per far comprendere in tutta la sua evidenza la ‘mostruosità’ del Lodo Alfano. E per discutere con le persone, tastare il polso dei pensionati, dei giovani, delle donne e ascoltarne le istanze da portare in Parlamento. Anche, ovviamente, sugli altri problemi concreti e reali che affliggono i cittadini e di cui l’attuale governo Berlusconi si disinteressa completamente”. “In questi 6 mesi – prosegue Paladini – il Parlamento si è infatti dovuto occupare solo di problemi riguardanti la Casta: il salvataggio di Retequattro, il Lodo Alfano, il prestito ponte di 300 milioni ad Alitalia che adesso la Cai vorrebbe scaricare nella cosiddetta “bad company” insieme a tutti gli altri debiti che hanno affossato la compagnia di bandiera. Senza dimenticare la norma blocca processi (prima presentata e poi ritirata sostituendola con il Lodo Alfano); e, adesso, la ‘1443′ che taglia i fondi alla stabilizzazione, agli ammortizzatori sociali, prevede il licenziamento dei precari; la riforma della legge 104 (che va a colpire permessi, aspettative e quant’altro riguardante i portatori di handicap), la controriforma del processo del lavoro con cui si è voluto attaccare e svuotare lo Statuto dei Lavoratori a proposito delle garanzie ai lavoratori sui licenziamenti”. Insomma, Giovanni Paladini critica il Governo Berlusconi su tutti i fronti, non meno di Di Pietro: “No ai privilegi della politica – afferma – sì alla vicinanza concreta ai problemi reali della gente. Problemi che non sembra stiano a cuore del governo che, infatti, come ho detto, si occupa quasi interamente di tutt’altro. La gente si aspettava che in Parlamento si trattasse del problema del fine mese, degli aiuti alle piccole e medie imprese, del carovita, di pensioni, anziani, giovani, stabilizzazione. Per non dire della scuola, sulla quale il Governo – e per di più per decreto su una materia così importante che andava ben altrimenti approfondita in Parlamento – ha partorito la falsa riforma Gelmini: solo tagli indiscriminati e prospettive di tagli alla ricerca, all’Università, al sociale”. “Provvedimento – conclude Paladini – che non poteva non provocare la reazione spontanea di studenti e docenti, che nessuno ha strumentalizzato, contrariamente a quanto impudentemente affermato dalla maggioranza”.


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