Abolizione delle province: il Pdl si mobilita in Liguria. On. Scandroglio (FI): “creano solo “un’ipertrofia delle regole e confusione”. Pronta una legge

2008 Dicembre 4

forza_italia_logoContinua il contenzioso all’interno della coalizione di Governo tra Lega Nord e Pdl sulla questione dell’abolizione delle province. Le posizioni rimangono distanti, con la Lega del senatur Bossi che nega tale misura rientrasse negli accordi elettorali e il Pdl che invece sembrerebbe sempre più intenzionata al taglio gordiano del nodo, tanto che Alleanza Nazionale e Forza Italia iniziano a mobilitarsi anche sul territorio per fare pressione su Roma. È il caso, questo, anche della Liguria che ieri ha registrato non solo l’iniziativa di AN, decisa a spingere affinché la Regione stessa si assuma un impegno in tal senso (vedi il post precedente Province, enti inutili o insostituibili? In Liguria AN chiede che la Regione prema sul Parlamento perché le abolisca), ma anche la decisa presa di posizione del coordinatore regionale di Forza Italia Michele Scandroglio, deputato e membro della Commissione Lavoro della Camera il quale  ha ricordato di avere già pronta una proposta di Legge Costituzionale in merito che sarà sottoposta al Parlamento. Si tratta del documento 1836 ancora in fase di prima lettura alla Camera,  depositato a Montecitorio il passato 28 ottobre e il 17 novembre assegnato in sede referente alla I Commissione Affari Costituzionali per ottenere il Parere della Commissione parlamentare per le questioni regionali (“Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione, per la razionalizzazione dell’organizzazione territoriale della Repubblica mediante la soppressione delle province”, Scandroglio primo firmatario; il testo in pdf negli archivi online della Camera dei Deputati). La battaglia, insomma, è aperta e non mancano i media fiancheggiatori, com’è il caso conclamato di Libero che con abile regia ha lanciato nei giorni scorsi la sua “campagna promozionale abolizionista”, conquistandosi persino le simpatie di Di Pietro.

Scandroglio, da parte sua, ha spesso denunciato l’inutilità delle province, ree di creare “un’ipertrofia delle regole e confusione”. Ogni cittadino italiano è amministrato dalla Comunità europea, dallo Stato, dalla Regione, dalla Provincia e infine dal Comune, passando per le Comunità Montana e i Consigli Circoscrizionali. “Con la creazione delle Regioni, nel 1970, riaffiorarono le riserve, già emerse in costituente, sull’inutilità e sul costo rappresentato dal mantenimento in vita delle Province. Il risultato di questo dibattito è rappresentato da un dato: nel 1970 le Province erano 94, oggi 110. Rispetto alle ridottissime competenze di cui sono titolari, la presenza delle Province comporta spese assolutamente sproporzionate che si aggirano sui 16 miliardi di euro. Le spese per il personale sono passate da 1,35 miliardi di euro del 2000 a 2,1 miliardi di euro del 2005 con un incremento di circa il 34%. Un budget importante che potrebbe essere impiegato per la detassazione dei redditi più bassi e per la defiscalizzazione delle tredicesime”. “Se aboliamo le provincie, inutili e costose, potremmo detassare per sempre le tredicesime”, sostiene insomma convinto l’esponente ligure di Forza Italia. “Il programma del PdL – ha ribadito ieri Scandroglio in una nota con una punta di polemica – prevede l’una e l’altra cosa, tocca al Governo procedere in tal senso e Calderoli quando verrà in Parlamento per spiegarci le riforme spero abbia anche ben chiaro cosa vogliono i cittadini”.

Ma se da una parte il ministro dell’Economia Giulio Tremonti continua a ripetere che i soldi per detassare redditi e defiscalizzare tredicesime proprio non ci sono e che nemmeno la sua “finanza creativa” è in grado di creare all’uopo sonante moneta ex nihilo, dall’altra la Lega dell’idea di raggranellare i fondi necessari falciando dal florido campo degli enti locali le province, proprio non ne vuole sentir parlare. Anche perché ciò significherebbe per lei, è chiaro, dover rinunciare a quella fitta rete di piccoli poteri intessuta negli anni, indice visibile del suo radicamento in vasti territorio del Nord Italia (vedi la sintetica quanto lucida analisi in Affaritaliani.it, Braccio di ferro nella maggioranza. La Lega: giù le mani dalle Province, 2-12-2008). Scandroglio, comunque, non demorde e guarda a possibili strategie trasversali per scardinare le resistenze del Carroccio: “Nel PdL – dice -abbiamo raccolto un vasto consenso sulla mia proposta di legge e vedo che anche settori dell’opposizione trovano la cosa non solo opportuna ma indispensabile”. E difatti nel centro e a sinistra non mancano aperture possibiliste all’abolizione delle province, da quelle più convinte dell’Udc e dell’Idv, a quelle più ambigue del Pd. Le carte, certo, si stanno rimescolando, ma la partita sembra tuttavia ancora lunga.

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