Savona, in migliaia in piazza. CGIL: alta l’adesione allo sciopero. Rimane la spaccatura tra i sindacati
In migliaia anche a Savona i manifestanti questa mattina in occasione dello sciopero generale nazionale indetto dalla CGIL (per la Liguria vedi il post precedente). Metalmeccanici Bombardier, Schneiderelectric, ma anche i lavoratori della FAC di Albisola Superiore, RSU Sanac di Vado Ligure, lavoratori della sanità privata e via via a sfilare un po’ tutte le sigle di categoria, Fillea CGIL (Lavoratori delle costruzioni), Fisac CGIL, Fiom CGIL, Slc (Sindacato Lavoratori della Comunicazione), Filt CGIL Lavoratori Portuali Funivie, fino ai sindacati scuola, ai Comitati Studenteschi e ad associazioni come l’Anpi (Associaziona Nazionale Partigiani Italiani) e l’Usei (Unione di solidarietà degli ecuadoriani in Italia), i partiti della sinistra (PRC, PdCI, PCL, SD, Pd…) … Circa 2500 persone, secondo il sindacato (poco più della metà secondo la questura), hanno attraversato la città di Savona per poi adunarsi in piazza Sisto IV davanti al palchetto per il comizio conclusivo (una carrellata di foto, nel sito provinciale della CGIL). Secondo il monitoraggio della CGIL, molto alta l’adesione allo sciopero (Bombardier 93% operai – 65% impiegati; Piaggio 78,00%; ACTS TPL 88,00%; Coop grande distribuzione 70,00%).
Riamane aperta tuttavia la questione della spaccatura tra i sindacati confederati, che ha i suoi riflessi anche a Savona. Ne è un indice anche il post che si legge oggi nel blog della Fim Savona nel quale viene espressa la “solidarietà per Cisl Veneto e Cisl Padova” per gli atti di vandalismo subiti. “Nella giornata in cui la CGIL unilateralmente ha deciso lo sciopero generale – si legge -, e dove la Cisl nonostante le continue chiusure di Epifani cerca di recuperare lo strappo, certi episodi rischiano di inquinare il dialogo che dovrà necessariamente avvenire tra le confederazioni sindacali. Ora a sciopero avvenuto – prosegue la Fim Savona – cercheremo di capire quali saranno le intenzioni della CGIL, se saprà aprirsi al dialogo e ritroverà il senso di responsabilità che deve muovere il sindacato in questi difficili momenti di crisi, oppure se, come ultimamente avviene troppo spesso, si tirerà indietro lasciando la responsabilità di salvaguardare i lavoratori alle altre confederazioni sindacali” (nel blog il post integrale, Messaggio N°105 12-12-2008).



RSS - Posts






