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Liguria: Genova promuove alla Bit il Gay Pride? Molto rumore per nulla…

19 febbraio 2009

liguria_mappa_02Sembra sgonfiarsi la polemica francamente piuttosto grottesca nata ieri intorno alla promozione del Gay Pride genovese nell’ambito della partecipazione della Regione Liguria alla Bit, la Borsa Internazionale del Turismo che si è aperta oggi a Milano. Ad aprire una querelle che si fa fatica a capire se sia più sterile o insensata, era stato a sorpresa ieri Americo Pilati, che ha espresso – non da cittadino “bacchettone” ma ex cathedra da “presidente regionale Federalberghi” – addirittura “sgomento” dopo aver appreso “che l’assessore regionale Margherita Bozzano ha deciso di presentare alla Bit, la borsa internazionale del turismo di Milano, anche il gay pride di Genova che durerà un solo giorno, non porterà certamente visitatori ma solo qualche panino e qualche birra venduta più del solito”.
Il risultato, a dire di Pilati in vena di surreali iperboli, sarebbe stato nientemeno che la rovina dell'”immagine della Liguria”. Insomma, parole sue pronunciate a nome della categoria che rappresenta, “proporre come elemento caratterizzante della regione un raduno omosessuale, accanto alle offerte di soggiorno per i bambini e ai pacchetti per le famiglie, è una follia”. L’esistenza di un’accesa dialettica che talvolta sfocia in ostilità vera e propria tra le categorie degli albergatori e le politiche di promozione e legislazione turistica portate avanti dalla Regione Liguria, non è una grande novità. Quanto ciò abbia influito nell’attacco sferrato ieri all’assessore al Turismo Margherita Bozzano, e quanto della polemica invece si debba ad un parziale misunderstanding è molto meno chiaro. E d’altra parte, si potrebbe anche discutere se e fino a che punto l’obiezione di Pilati sia di natura genuinamente economica o se invece sia il travestimento (consapevole o inconsapevole, poco importa) di altro.

Quali che fossero le reali intenzioni del presidente regionale Federalberghi, fatto sta che da lì in poi si sono susseguite, a ruota libera ancor più inverosimili dichiarazioni di esponenti regionali del centro destra che si sono prontamente lanciati, sull’onda della polemica, ad esternazioni questa volta sì talvolta omofobiche sul becero andante e che bene illustrano, più che mirabili virtù politiche di tali liguri comparse, solo il fondo melmoso di una cultura dell’intolleranza e del pregiudizio ben dura a morire in Italia, e che, anzi, certa trivialpolitik di destra pare abbia interesse a continuare a coltivare e rimestare.
Ad ogni modo, sia come sia di tutto ciò e indipendentemente dalle opinioni che si possono avere sull’omosessualità, non è comunque lecito sostenere con onestà intellettuale che la strategia promozionale per il turismo ligure puntasse o punti per la Bit al lancio pubblicitario del Gay Pride di Genova come “elemento caratterizzante della regione” e della sua offerta. Da parte della Regione e dell’Agenzia Turistica “In Liguria”, non è infatti nemmeno in programma alcuna iniziativa di promozione della manifestazione, come del resto aveva esplicitamente anticipato ieri lo stesso assessore al Turismo Margherita Bozzano.
“L’unica autorizzazione ricevuta dagli organizzatori del Gay Pride genovese, presenti oggi alla Bit con Alberto Villa – è stato ribadito oggi in una nota diffusa dall’agenzia di stampa regionale -, è quella arrivata in mattinata del comune di Genova per porre sul desk dell’area riservata al capoluogo ligure nello stand della Regione Liguria e dell’Agenzia di promozione turistica un foglio formato A4 che annuncia la manifestazione, con lo slogan; ‘Genova per noi, non è un’idea come un’altra’. Nessun poster, né altre presentazioni. Solo un sobrio invito messo accanto a tutti gli altri dedicati agli eventi e alle iniziative turistiche genovesi, dal tour cittadino sul bus scoperto, alla visita alla Lanterna, ai musei. Un altro invito del Gay Pride cartaceo identico, viene distribuito nello stand dell’Acquario di Genova, presente alla Bit autonomamente, che prevede però sconti all’ingresso per i partecipanti alla manifestazione”. Insomma, hanno sottolineato sia il direttore dell’Agenzia di Promozione Turistica In Liguria Angelo Berlangieri, sia l’assessore al Turismo Margherita Bozzano, tutto si riduce a null’altro che “a una normale comunicazione di un evento riconosciuto da una realtà territoriale ospite dello stand ligure alla Bit, in questo caso il Comune di Genova”. Tutto qui? Tutto qui: qualche brochure, qualche volantino e molto rumore per nulla.

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