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Pacchetto sicurezza: in Liguria nella sanità si allarga il “fronte del no” alle misure del Governo

19 febbraio 2009

salute_01Si allarga il fronte del NO alla norma inserita dal Governo Berlusconi nel cosiddetto pacchetto sicurezza che prevede la clausola di delazione consegnata all’arbitrio dei medici nei confronti degli immigrati clandestini. Una “misura inaccettabile, inserita surrettiziamente”, era stato nella sua sostanza il comune giudizio negativo espresso una decina di giorni fa dall’Ordine dei Medici di Genova, dalla Federazione regionale degli Ordini liguri, dalle associazioni sindacali e dalla stessa Regione Liguria (vedi nel Ponente online l’articolo Immigrazione e sicurezza: sulla legge del Governo, Liguria pronta al “ricorso alla Corte Costituzionale”). Dopo l’Ordine dei Medici di Genova e la Federazione regionale degli Ordini liguri al coro di proteste si è ora unito anche quello delle altre professioni sanitarie che rigettano il disegno di legge del Governo. Questa mattina i rappresentanti del Collegio degli infermieri, assistenti sanitari e vigilatrici d’infanzia (IPASVI), dei tecnici di radiologia, dell’Ordine degli psicologi, degli assistenti sociali e del Collegio delle ostetriche liguri si sono infatti riuniti insieme all’assessore alla salute della Regione Liguria, Claudio Montaldo per denunciare il provvedimento che non è ancora stato definitivamente approvato, ma che fa già sentire i suoi effetti nella riduzione degli accessi ai Pronto soccorso e in generale ai servizi sanitari del territorio.
“In questi ultimi tempi – ha spiegato Carmelo Galliano del Collegio IPASVI della provincia di Genova – si è registrata una pericolosa riduzione degli accessi non solo ai pronto soccorso, ma anche ai servizi pediatrici da parte delle mamme con bambini che può essere collegata a questa ipotesi di norma. Per questo, come infermieri, vogliamo lanciare un messaggio di tranquillità a tutti i cittadini assicurando loro che utilizzeremo le norme di garanzia del codice deontologico delle professioni mediche per fornire a tutti l’assistenza adeguata e i diritti fondamentali”. Un grido di allarme diffuso anche dagli assistenti sociali, dai tecnici di radiologia e dalle ostetriche e ribadito dall’assessore alla salute, Claudio Montaldo che rimarca:” si tratta di una norma sbagliata, inumana e anche pericolosa, in quanto in carenza di assistenza le persone possono aggravarsi con rischi pesanti per la salute pubblica, pensiamo solo al caso di tbc che si è verificato”. Anche l’assessore alla Salute conferma i segnali preoccupanti derivanti dalla riduzione degli afflussi alle strutture pubbliche da parte degli immigrati. “Ci è stato segnalato un caso – ha detto l’assessore – di un immigrato che sta seguendo una terapia oncologica che non si è più recato in ospedale”. Le norme contro cui la Regione Liguria e i rappresentanti delle professioni sanitarie liguri stanno protestando non sono ancora state approvate, “nel caso lo fossero – aggiunge Montaldo – siamo pronti ad assumere un’iniziativa regionale per contrastarle, essendo la sanità di competenze anche delle regioni, fino ad arrivare alla Corte Costituzionale, nel frattempo invito tutti alla mobilitazione attraverso l’affissione, nelle strutture sanitarie, di cartelli in cui si comunica che non si denuncia nessuno, come è stato fatto in alcuni pronto soccorso liguri”.

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