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Università Liguria: la Regione finanzia 12 master universitari

30 marzo 2009

Per la prima volta la Regione Liguria finanzia 12 master universitari di primo e secondo livello, finalizzati ad ampliare l’offerta di alta formazione nei settori strategici dell’economia locale. Lo hanno annunciato questa mattina di lunedì 30 marzo la Regione Liguria e l’Università di Genova.
Finanziati con 3.024.115 euro provenienti dal Fondo sociale europeo, i master prevedono un totale di 240 posti destinati a laureati nei corsi accademici triennali (master di 1′ livello) e nel biennio di specializzazione (2° livello) ed avranno una durata non inferiore a 1500 ore. I master sono gratuiti e prevedono inoltre borse di studio o premi finali, agevolazioni e servizi logistici per gli studenti fuori sede.
Accanto alle lezioni teoriche in aula, sono previste attività formative in azienda e percorsi individuali di accompagnamento al lavoro, finalizzati alla creazione d’impresa e all’assunzione presso le imprese e gli enti partner dei progetti.
“Si tratta di percorsi di formazione post-universitaria – ha spiegato il vicepresidente Costa – che riguardano alcuni settori strategici per lo sviluppo della Liguria, sui quali si vuole puntare in termini di innalzamento della qualità produttiva, soprattutto da un punto di vista del contenuto di ricerca e innovazione”.
Questi in dettaglio i settori interessati: trasporti e logistica; innovazione, tecnologia e management; turismo e settore turistico – alberghiero; internazionalizzazione delle imprese; innovazione nelle telecomunicazioni; ambiente marino; biotecnologie; cooperazione allo sviluppo e mediazione dei conflitti. Tra i 12 master finanziati c’è anche un corso relativo alla produzione, distribuzione e consumo di energia nucleare.
“Si tratta – ha sottolineato il prorettore – Maurizio Martelli – di una collaborazione tra Regione e Università, di grande livello per il futuro dei nostri studenti, delle aziende e dell’economia ligure e un’opportunità di crescita per i neolaureati e per la loro carriera universitaria”. “Il master è nato infatti – continua Martelli – sentendo le aziende che hanno individuato una loro capacità di assorbimento di occupazione, oltre che quantificando le esigenze del territorio, su 240 posti previsti per i laureati, ammonta a 100 unità l’offerta di disponibilità di assunzione da parte delle aziende partner presentata in base allo sviluppo del proprio business”.
“Dato il livello particolarmente qualificato e appropriato alle esigenze formative e produttive della nostra regione – ha dichiarato il vicepresidente – abbiamo finanziato tutte le domande pervenute con la consapevolezza che un processo di sviluppo economico e territoriale deve partire dalla qualificazione delle persone”.
I 12 master sono proposti da associazioni temporanee di imprese (ati) o associazioni temporanee di scopo (ats) di cui fanno parte enti di formazione accreditati, facoltà universitarie e imprese, molte delle quali hanno già confermato l’interesse ad assumere i partecipanti, con una disponibilità complessiva all’inserimento in organico per più di 100 tra essi. Le iscrizioni ai corsi si apriranno dopo Pasqua.
“Con l’avvio di questi master, che s’inquadrano nell’ambito del Programma triennale di sostegno all’università, alla ricerca e all’innovazione – ha aggiunto Costa – continuiamo il lavoro di sostegno nei confronti del sistema economico, che chiede addetti sempre più specializzati e preparati perché ha bisogno di innovare costantemente i prodotti mediante il trasferimento tecnologico e la ricerca applicata”.
“L’Università – ha concluso Martelli – è impegnata nell’instaurare un rapporto sempre più efficace con gli enti locali e il sistema produttivo per far si che l’Ateneo genovese diventi un punto di riferimento per la programmazione degli investimenti a favore dello sviluppo economico, formando laureati sempre più preparati e pronti al mondo del lavoro”.

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  1. 18 giugno 2009 10:07

    Mi ero ripromesso di non parlare più del turismo ligure perchè penso sia completamente inutile cercare di migliorarne l’andazzo ed anche per il motivo che mi c’incazzavo troppo, ma dopo aver letto (di nascosto perchè mi vergogno) il primo rapporto dell’Osservatorio Turistico Regionale della Liguria, curato da Isnart-Istituto Nazionale Ricerche Turistiche con Unioncamere presentato a Genova; non ce lo fatta più.
    Che il ligure non brilli di cordialità è cosa nota e gli stessi simpatici protagonisti liguri del “Colorado Cafè” (Balbontin, Casalino e Ceccon) con il loro tormentone dell’ estate 2008 “La torta di riso è finita” ne hanno evidenziato le usanze.
    La stessa Margherita Bozzano, Assessore regionale al turismo, aveva posto questa problematica al centro di numerose riunioni, adoperando dietro cospicuo pagamento (si presume 80.000 euri), il sopraddetto trio per evidenziarne il “mugugno” locale di fronte al cliente, ottenendo addirittura la richiesta d’intervento, per conto dell’opposizione, presso la Corte dei Conti.
    Anch’io sono ligure, ahimè da un po’ d’anni, e spesso, girovagando per la mia cara regione, non appena vedo un nuovo albergo o di nuova gestione, entro e chiedo un depliant del medesimo.
    Sono del mestiere e in quei pochi muniti ho la presunzione di capirne la qualità, la buona o cattiva conduzione e molte altre cose che questo meraviglioso mestiere mi ha insegnato e di cui mi sono innamorato.
    E’ inutile elencare tutte le discrepanze che ho evidenziato in questo bighellonare; non sarebbero sufficienti le pagine della Treccani ma la realtà è questa a cui si sommano molte altre imbestialibili effettività.
    A seguito di queste evidenti considerazioni ecco che appare il rapporto dell’Osservatorio Turistico Regionale dove ai primi posti del gradimento dei turisti, e con ottimi voti, c’è l’accoglienza delle strutture ricettive, la cortesia e l’ospitalità e il tutto è confermato dall’Assessora sopra citata.
    Ma ci volete prendere per quella parte del corpo che ha il maggior spessore?
    Se poi aggiungiamo che gli eccelsi Istituti hanno capito che la responsabilità è da imputare alle infrastrutture e al traffico stradale, beh, sarebbe da chiedere quanto ci è costato questo “incredibile” resoconto.
    Finita?
    No, perché la Bozzano ha chiesto una procedura, che è già in atto, di classificazione delle seconde case e vale a dire un controllo per censire gli appartamenti, mentre agli alberghi è sufficiente un’autocertificazione quinquennale per attestarne la qualità.

    Luciano Ardoino
    Fonte: http://tuttosbagliatotuttodarifare.blogspot.com/2009/06/con-quella-faccia-un-po-cosi-con.html

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