Skip to content

Nella finale di Britain’s Got Talent Susan Boyle cede lo scettro ai Diversity

31 maggio 2009

Un paio di divaganti considerazioni a margine del Britain’s Got Talent.

diversity_nel_back_stage_01_G“The winner of Britain’s Got Talent 2009 is…: Diversity. Tra il boato del pubblico la proclamazione ieri sera del vincitore, i ballerini Diversity, alcuni ragazzini giovanissimi, che hanno proposto delle coreografie davvero brillanti, ironiche e decisamente spettacolari, mostrando un affiatamento e un sincronismo quasi perfetti che lasciano felicemente a bocca aperta. E questo non solo visto da un occhio profano, a quanto pare, a sentire giudizi meno naïve. “I’ve never seen a dance so imaginative, so creative, so entertaining”, “Non ho mai visto un balletto così ingegnoso, creativo, piacevole”, ha sentenziato uno della triade dei giurati, Simon Cowell. E come dargli torto? (nel sito ufficiale Itv dedicato allo spettacolo, tutti i video della trasmissione, le performances e i commenti vari sino alla finale di ieri sera. Qui sotto un video dell’esibizione di ieri sera).

Quindi, secondo posto per Susan Boyle che più di tutti gli altri concorrenti alla media/competizione britannica è esplosa alla ribalta internazionale. Quello che sembra più di tutto aver colpito l’immaginario è il contrasto tra la sua voce potente, la sua sicurezza nell’interpretazione e la sua fisicità di donna di mezza età (o giù di lì) dall’aspetto un po’ sgraziato e impacciato, se si vuole. Su questo si è giocato molto, creando un fenomeno mediatico che è rimbalzato in tutto il mondo, Italia compresa. Chissà, da noi sarà stato anche l’effetto post-Sanremo che ha offerto – fatte le dovute eccezioni – un panorama musicale un po’ trito e banale, senza grandi rivelazioni vocali (“ma Arisa in fondo non è una versione giovanile di talento alla Boyle?”, qualcuno ha detto. Mah! È lecito dubitare…).

Comunque, tornando al “caso Susan Boyle”, sarà poi davvero un unicum da giustificare tanto clamore? Sì e no. Certo, l’uscita tardiva dall’anonimato di un “talento” inaspettato ha creato il caso… ma diciamo la verità, cantanti (f/m; idem nel campo della cinematrografia e dello spettacolo) che non possono certo ambire a divenire icone di bellezza non sono mai mancate nella scena musicale internazionale (e c’è anche chi si diverte a farne delle carrellate: vedi sotto un video da you tube, Los cantantes mas feos / Ugly singers, un “Listado de grandes cantantes no muy agraciados fisicamente”🙂 ). E dunque? Se è vero che nella “società dell’immagine e dello spettacolo” in cui oggi viviamo esiste una pressione selettiva dove sempre più conta anche l’aspetto fisico (ma in fondo, la presenza scenica e il carisma continuano a contare anche di più, almeno fuori dai teleschermi…), dietro il boom della Boyle probabilmente molto ha giocato, insomma, l’artificio mediatico più che il fatto in sé.

 

No comments yet

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: