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L’etica, la politica e il perduto senso del ridicolo

19 luglio 2009

Pier Ferdinando Casini“Le chiacchiere stanno a zero: se il Pd ritiene di censurare Berlusconi per i suoi comportamenti privati e su quelli magari chiede di insediare una commissione d’inchiesta, allora tutti saremo obbligati a dare risposte limpide e chiare. Ma o si ha questo coraggio o si lascia perdere. Altrimenti siamo davanti a un ‘vorrei ma non posso’ che fa cadere in ridicolo la politica italiana”. Così Pier Ferdinando Casini nell’intervista di Mattia Feltri pubblicata domenica da “La Stampa”, incardinata ancora una volta intorno ai possibili futuri rapporti tra UDC e Partito Democratico.

Al di là di ciò – effimero per effimero – di mira nelle battute finali dell’intervista la mozione dei senatori PD Luigi Zanda e Gianrico Carofiglio che prevede l’adozione / imposizione all’esecutivo di una sorta di codice etico impostato su una linea di “coerenza tra comportamenti privati e vita pubblica”.

Ovviamente, il più diretto interessato del “provvedimento” ad hoc calendarizzato per martedì al Senato (ma che peraltro probabilmente non verrà dibattuto, stando a quanto dicono i cronisti più informati) era appunto Berlusconi, le cui vicissitudini hanno tenuto banco sulla stampa nazionale e internazionale per un paio di mesi, sfumando solo in parte dopo il G8.

Una mozione “ridicola”, a detta del cattolico Casini, perché si limita in buona sostanza a dire “che chi governa deve comportarsi bene”. “È una cosa che sta fra l’infantilismo politico e l’ipocrisia moralistica”, insomma, ha tagliato corto. Ben difficile dargli torto e persino Bersani venerdì dalla festa democratica romana ha liquidato sommariamente la questione: “Questa mozione non è l’asse della nostra opposizione: non siamo l’autorità morale di Berlusconi”. Figuriamoci poi quando tutto si risolve in un moralismo d’accatto che riscopre l’acqua calda…

Davvero da un pezzo la politica italiana ha perso il senso del ridicolo. E non c’era certo bisogno delle mozioni a la Zanda (per non parlare dell’ultima patetica mise en scène di Grillo…) per rendersene conto.

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